Non sono buone notizie quelle che arrivano dalla discussione della manovra in corso in questi giorni in Parlamento. Quello che si prospetta per i prossimi anni è infatti un vero e proprio giro di vite sugli incentivi fiscali che hanno caratterizzato l’azione di sostegno degli ultimi esecutivi alle imprese che innovano.

Come infatti sottolinea Alberto Bertolotti, Amministratore Delegato di IBS Consulting & ACF, in una dichiarazione rilasciata al Giornale di Brescia:

Dobbiamo prendere coscienza di questo inasprimento della manovra che di fatto comporta un dimezzarsi dei benefici a favore delle imprese italiane. A rimetterci sarà anche il personale dipendente se non verrà riconfermato il bonus sulla formazione 4.0.

Di seguito, il dettaglio degli orientamenti proposti dal governo nei testi della manovra circolati finora in tema di politica industriale.

Iper Ammortamento: nuovi scaglioni

Prorogati al 31 dicembre 2019 i termini per usufruire dell’incentivo che sostiene i progetti delle aziende in chiave 4.0,
al 31 dicembre 2020, a condizione che entro la fine del 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia stato pagato almeno il 20% del costo di acquisizione massimo di 20 milioni. Al posto dell’aliquota unica del 150% vengono introdotti tre scaglioni che variano in ragione dell’investimento: 150% per i progetti fino a 2,5 milioni, 100% per quelli tra 2,5 e 10 milioni e 50% per quelli tra 10 e 20 milioni. Nel caso di investimenti in beni immateriali strumentali vincolati ai precedenti, è confermata la maggiorazione del 40%.

Cancellato il Super Ammortamento

L’incentivo del Super Ammortamento andrà ad esaurimento con gli investimenti effettuati nel 2018 a condizione che l’ordine sia stato effettuato nel 2017, con un acconto del 20%.

Niente Bonus Formazione 4.0 in vista

Dal testo presentato dall’esecutivo manca qualsiasi riferimento ad un eventuale rinnovo del credito di imposta formazione 4.0, che dunque è durato soltanto un anno.

Credito dimezzato in Ricerca & Sviluppo

Sforbiciata importante al credito di imposta in Ricerca&Sviluppo: dall’attuale tetto massimo di 20 milioni si passa a 10 milioni annui. Confermato l’incentivo al 50% per le spese incrementali relative al personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, per quelle rientranti nell’ambito di contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, start-up innovative e PMI innovative. Scende invece di nuovo al 25% per ogni altra spesa ammissibile.

480 milioni in 6 anni per la Sabatini

È previsto il potenziamento della misura che oggi permette alle imprese di fruire di un contributo a fondo perduto in conto impianti, che varia dal 2,75% al 3,575% annuo, ed è calcolato sul valore del cespite a fronte di investenti in macchinari e attrezzature, attraverso lo stanziamento di calcolato sul valore del cespite a fronte di investimenti in macchinari e attrezzature, grazie allo stanziamento di 480 milioni per il 2018-2024.

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Il testo definitivo del disegno della Legge di Bilancio 2019 è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato la scorsa settimana, è passato nelle mani del Quirinale, ed ha raggiunto il Parlamento dove sarà vagliato dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati. La versione finale del testo conferma in buona parte le informazioni che erano trapelate nei giorni scorsi tra il rincorrersi di testi, bozze e indiscrezioni e il botta e risposta con la Commissione Europea.

A questo link la versione completa del testo depositato al Parlamento. Naturalmente, poiché non si tratta di un testo definitivo, potrà essere modificato dall’esame degli organi parlamentari. Tuttavia è un documento utile per comprendere cosa accadrà alle misure a sostegno delle imprese nel prossimo anno.

Nuova Sabatini

Tra le “misure per lo sviluppo e gli investimenti”, all’articolo 19 sono raccolte le indicazioni dedicate a diverse norme, tra cui Nuova Sabatini, Made in Italy e Contratti di sviluppo. Nel comma dedicato alla Nuova Sabatini, in particolare, è previsto un rifinanziamento complessivo con 480 milioni di euro: un’integrazione di 48 milioni di euro per l’anno 2019, di 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023 e 48 milioni per l’anno 2024.

IperAmmortamento: confermati tre scaglioni

L’articolo 10 prevede la “Proroga e rimodulazione della disciplina di maggiorazione dell’ammortamento (iper ammortamento)”. Nei commi dell’articolo viene sancito il prolungamento dei termini temporali degli investimenti in beni strumentali, che possono essere effettuati entro il 31 dicembre 2019, o il 31 dicembre 2020 nel caso in cui entro la fine del 2019 l’ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione.

Vengono introdotte poi alcune aliquote differenziate: 250% (come ora) per i progetti fino a 2,5 milioni, 200% per quelli tra 2,5 e 10 milioni e 150% per quelli tra 10 e 20 milioni. Oltre i 20 milioni non è prevista alcuna fruizione della maggiorazione. Viene inoltre confermato l’incentivo per i beni immateriali, sempre pari al 140% e sempre condizionato all’acquisto anche di almeno un bene materiale tra quelli elencati nell’allegato A

Mini Ires

L’articolo 8 è dedicato alla “Tassazione agevolata degli utili reinvestiti per l’acquisizione di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione”, la cosiddetta Mini-Ires.

Questa – come spiega la relazione tecnica – permette di applicare “un’aliquota del 15% anziché del 24% della quota degli utili reinvestiti in azienda destinati a incremento degli investimenti ad esclusione degli immobili e veicoli non strumentali (distribuiti in base al piano di ammortamento) e a incremento occupazionale”.

Il che significa che l’incentivo sarà applicato esclusivamente agli investimenti incrementali e alle quote di ammortamento. Secondo l’approfondimento di innovationpost, questo vuol dire che, fatti i calcoli, “l’incentivo nella sostanza arriva a rappresentare all’incirca l’1% del valore del bene strumentale.”

Credito di imposta Ricerca e Sviluppo

Dopo conferme e rinnovi, arrivano anche i tagli. Per il Credito di imposta Ricerca e Sviluppo, in vigore fino al 2020 e di cui si attendeva il rinnovo fino al 2021, il testo prevede un taglio. Nell’articolo 13, infatti, si leggono le “Modifiche alla disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo”: in sostanza viene ridotto sia il tetto massimo, che passa da 20 a 10 milioni, sia l’incentivo, che scende dal 50% al 25% per buona parte delle voci relative ai costi del personale impegnato nelle attività di R&S e ai soggetti che collaborano al progetto.

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Il 27 settembre il Ministro Luigi Di Maio ha confermato l’intenzione di rinnovare gli incentivi in tema di industria 4.0, con particolare riguardo a iper e super ammortamento. Il vicepremier ha anche ribadito la necessità, già introdotta dai precedenti governi, di ampliare la visione che originariamente aveva destinato la misura alla manifattura, per facilitare l’accesso anche a soggetti non necessariamente legati al settore manifatturiero. Ancora, il ministro ha aggiunto che una delle necessità più impellenti del piano è facilitare l’accesso ai fondi alle piccole e medie imprese.

Da Bruxelles, dove si trovava per la firma del parternariato europeo sulla blockchain, il ministro ha infatti confermato che:

“il Governo intende rinnovare i programmi di super e iper ammortamento e di Industria 4.0. Che per noi diventa Impresa 4.0. In particolare intendiamo abbassare i tetti dei fondi in modo da spostare l’accesso verso le piccole e medie imprese, perché le grandi hanno finora cannibalizzato i finanziamenti. Quei programmi saranno rinnovati”.

Naturalmente non c’è ancora alcuna certezza, ma dalle dichiarazioni rilasciate in questa e in altre occasioni dal ministro, e dalle parole di altri esponenti del governo, le intenzioni dell’esecutivo sembrano abbastanza chiare. Anzitutto, c’è la volontà di confermare il piano di incentivi avviato dai governi precedenti. In secondo luogo, l’intenzione di estendere il piano al di là del settore manifatturiero, parlando perciò di Impresa 4.0 invece che di Industria 4.0 (anche questa, operazione già avviata dall’ex ministro Calenda).

Ancora, le parole di Luigi Di Maio sottolineano chiaramente l’obiettivo di coinvolgere in misura maggiore le piccole e medie imprese nella fruizione dei vantaggi. Queste non sono mai state, naturalmente, escluse dalle misure, ma per diverse ragioni hanno fruito in maniera minore dei vantaggi.
Per raggiungere questo obiettivo ci sono due ipotesi allo studio dei tecnici: la prima è quella di creare aliquote diverse a seconda del valore dell’investimento, la seconda di fissare un tetto all’entità dell’incentivo. Ancora, il piano del governo potrebbe riguardare un mix delle due ipotesi: ci sarebbero cioè sia aliquote diverse a seconda dell’entità dell’investimento, sia un tetto massimo all’incentivo. 

Aliquote e incentivi 

In un articolo del Sole 24 Ore sono riportati alcuni possibili numeri che riguardano sia le aliquote più probabili che l’entità degli incentivi. Secondo questi numeri l’iperammortamento salirebbe al 280% per investimenti fino a 500mila euro, resterebbe al 250% per investimenti tra i 500mile e i 2milioni, scenderebbe al 200% per investimenti tra i 2 e i 10 milioni e al 150% tra 10 e 30 milioni, che sarebbe – riportano alcune fonti – il tetto massimo all’investimento. 

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Il 1 agosto il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato una Circolare con ulteriori chiarimenti relativi al requisito dell’interconnessione per alcuni beni che rientrano nel primo gruppo dell’allegato A, per poter usufruire dell’agevolazione dell’Iper Ammortamento

La comunicazione risponde alle numerose richieste giunte al Ministero dopo la recente Circolare del 23 maggio 2018, con la quale venivano pubblicate ulteriori istruzioni integrative delle linee guida tecniche in materia di iperammortamento. In particolare, il dubbio riguardava l’obbligatorietà dell’“interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program”. 

In particolare, continua la Circolare, è emerso che per alcuni beni di strumentali del primo tipo dell’allegato A, il vincolo del caricamento da remoto di istruzioni e/o part program potrebbe non essere necessario o non conferente sul piano strettamente tecnico. 

È infatti questo il caso, ad esempio, di alcune macchine utensili, come trance, taglierine, seghe circolari, trapani, frantoi e mulini di macinazione, che sono progettate per un unico ciclo di lavoro o per una unica lavorazione del tutto standardizzata e non hanno bisogno di alcuna istruzione operativa né in relazione alla sequenza, né in relazione a parametri o variabili di processo. 

A questo proposito, la Circolare chiarisce che in relazione al requisito dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica, in questi casi, la applicazione della disciplina agevolativa non richieda che il bene riceva in ingresso istruzioni per lo svolgimento dell’attività. È sufficiente che sia in grado di trasmettere dati in uscita, e che soddisfi, ad esempio, i requisiti ulteriori di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto e di monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo. 

 

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Come le ultime novità hanno cambiato l’iper ammortamento.

3 luglio 2018 – h 16:30

Presso IBS Consulting – Via Flero, 46 – Brescia

L’iper ammortamento è uno degli strumenti agevolativi chiave del piano Industria 4.0. Recentemente il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato una Circolare (n° 177355 del 23/05/18) fornendo ulteriori dettagli sul Piano, già rinominato Impresa 4.0, sui requisiti di interconnessione e integrazione e sull’individuazione dei beni agevolabili.

L’incontro approfondirà le ultime novità e le conseguenti opportunità per le imprese, a seguire sarà offerto un aperitivo.

IBS Consulting - Iper ammortamento le ultime novità

 

PROGRAMMA

Saluti di apertura

E. Alberto Bertolotti – Ceo & Founder IBS Consulting & ACF

Relatore

Marco Belardi – Presidente UNI CT 519 consulente MISE

Iscriviti all’evento

[contact-form-7 id=”1535″ title=”Iscriviti all’evento 3 luglio 2018″]

Il 23 maggio 2018 il Ministero per lo Sviluppo Economico ha pubblicato una Circolare che contiene alcuni importanti chiarimenti sull’iperammortamento, l’agevolazione fiscale dedicata agli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese all’interno del Piano Industria 4.0. In particolare, la misura dell’iperammortamento prevede la possibilità di supervalutare del 250% gli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie acquistati o in leasing.

La nuova Circolare ministeriale sull’iperammortamento segue l’importante novità già introdotta dal Ministro Calenda con la ridefinizione del Piano Industria 4.0 in Piano Impresa 4.0 che aveva esplicitato la destinazione delle agevolazioni e dei finanziamenti in tema 4.0 oltre il comparto produttivo industriale. Sulla norma, inizialmente pensata per il comparto manifatturiero, erano infatti sorti alcuni problemi applicativi e dubbi interpretativi soprattutto per le imprese che non facevano parte del comparto produttivo.

La Circolare contribuisce a fare ulteriore chiarezza sulla destinazione della norma, fornisce inoltre importanti spiegazioni soprattutto sui requisiti di interconnessione e integrazione; eccone alcune.

Estensione dell’ambito temporale di applicabilità della norma

La Circolare del 23 maggio 2018 inizia richiamando l’estensione temporale e ricorda che il termine per godere dell’iperammortamento è stato prorogato dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2018, con la possibilità di ulteriore estensione al 31 dicembre 2019, nel caso in cui entro la data del 31 dicembre l’impresa abbia avviato l’investimento e abbia effettuato il pagamento di almeno il 20% del costo dei beni.

Chiarimenti in materia di interconnessione e integrazione automatizzata

Dopo aver ribadito l’estensione temporale, la Circolare fornisce poi importanti specifiche circa i requisiti di interconnessione e integrazione.
Il Ministero ribadisce inizialmente che il requisito è richiesto per ogni tipo di bene, materiale o immateriale, e che esso dovrà durare anche nei periodi di imposta successivi a quello in cui il bene viene interconnesso. Inoltre il documento definisce un concetto più stringente di interconnessione, richiedendo di fatto la possibilità di uno scambio dati bidirezionale.
Ancora, la comunicazione del Mise aggiunge alcune specifiche sull’altro requisito, l’integrazione: in particolare chiarisce che esso non è limitato ai casi portati in precedenza, e sottolinea che quelli espressi non sono gli unici esempi di integrazione automatizzata con il sistema logistico. Attraverso le specifiche, quindi, il requisito di integrazione diviene, insieme a quello di interconnessione, un fattore decisivo per la digitalizzazione del processo produttivo.

Chiarimenti ai fini dell’iperammortamento di impianti tecnici di servizio

La Circolare del Ministero dello sviluppo Economico introduce poi anche un’importante specifica sull’ammissibilità all’iperammortamento degli impianti tecnici di servizio dell’edificio e non al processo, chiarendo che tali impianti non possono essere agevolati, a meno che non siano coniugati, in certi processi produttivi, come impianti di produzione in senso proprio.

La Circolare è dunque un importante ulteriore tassello nel chiarimento dei destinatari della misura dell’iperammortamento nell’ambito della digitalizzazione dei processi produttivi.

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Venerdì scorso abbiamo parlato delle origini del Piano Nazionale Impresa 4.0 e di ciò che l’Italia ha messo in atto per renderlo pienamente operativo. In questo secondo articolo esamineremo le misure agevolative di maggior appeal per le aziende italiane rimandando al prossimo approfondimento l’affondo sul tema Lavoro 4.0.

Dopo un 2017 chiusosi con un saldo positivo nell’utilizzo, da parte delle imprese, degli incentivi governativi volti a favorire il processo di trasformazione del sistema Paese in un’ottica di crescita competitiva e innovazione tecnologica, la legge di Bilancio 2018 ha arricchito il paniere a disposizione degli imprenditori introducendo incentivi e strumenti volti a salvaguardare il capitale umano e la forza lavoro.

Super e Iper ammortamento: investire per crescere

Prorogate le maggiorazioni per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi: in caso di Superammortamento l’incremento d’aliquota scende al 30% del costo fiscale del bene e le date slittano al 31 dicembre 2018, ovvero al 30 giugno 2019, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Nel caso dell’Iperammortamento, che ricordiamo premia l’industria in chiave 4.0, viene confermata la maxi maggiorazione del costo deducibile al 150% e i termini slittano al 31 dicembre 2018, ovvero al 31 dicembre 2019, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Inoltre, per i soggetti che beneficiano dell’Iperammortamento, nel caso di investimenti in beni immateriali strumentali, si applica la maggiorazione del 40%.

Nuova Sabatini: credito all’innovazione

Stanziati 330 milioni di euro per il quinquennio 2018-2023, a favore della misura che permette alle aziende di fruire di un contributo a fondo perduto in conto impianti, che può variare dal 2,75% al 3,575% annuo -a seconda che si tratti di investimenti ordinari o investimenti in tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti-, calcolato sul valore del cespite a fronte di investimenti in macchinari e attrezzature.

Fondo di Garanzia: l’intervento statale a supporto di PMI e professionisti

Con questo strumento le PMI e i professionisti di ogni settore possono essere facilitati nell’accesso al credito per le operazioni finanziarie legate alla loro attività imprenditoriale grazie al rilascio, da parte del Fondo, di una garanzia statale in grado di abbattere il rischio sull’importo garantito fino a 2,5 milioni di euro.

Credito d’Imposta R&S: premiare chi investe nel futuro

È lo strumento che mira a stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti al fine di garantire la competitività futura delle imprese attraverso il riconoscimento di un beneficio fiscale, utilizzabile anche in caso di perdite d’esercizio, pari al 50% su spese incrementali sostenute in Ricerca e Sviluppo e riconosciuto fino ad un massimo annuale di 20 milioni di euro sino al 2020.

Formazione 4.0: gestire il rischio di disoccupazione tecnologica e massimizzare le nuove opportunità

Con l’imminente approvazione del decreto attuativo, la valorizzazione del capitale umano impiegato nei processi di digitalizzazione permetterà alle aziende di risparmiare il 40% dei costi sostenuti per l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie previste dal Piano Impresa 4.0, mediante la fruizione di un bonus fiscale automatico di importo massimo annuo di 300.000 euro.

Patent box: per dare valore ai beni immateriali

È lo strumento che, sino al 2020, introduce un regime opzionale di tassazione agevolata – riduzione aliquote Ires e Irap sino al 50% -, per i redditi derivanti dall’utilizzo e/o dalla cessione di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi, disegni e modelli nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, al fine di favorire e mantenere in Italia l’investimento in attività di Ricerca e Sviluppo.

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Il 21 settembre dello scorso anno il Piano Nazionale Industria 4.0 (ora Impresa 4.0), ha compiuto 1 anno. Con esso sono stati numerosi gli strumenti automatici messi in campo dal Governo per permettere alle aziende di affrontare, pronte, la quarta rivoluzione industriale e favorire i processi di crescita e innovazione volti ad acquisire competitività e attrattività a livello globale.

Come ha ricordato il Ministro Calenda: “Industria 4.0 investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono acquisire competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi”.

In questo articolo, primo di una serie di approfondimenti sull’argomento, parleremo delle origini del Piano e di quanto l’Italia stia mettendo in atto, in questi anni, per renderlo pienamente operativo.

L’espressione

L’espressione Industria 4.0 è un calco linguistico dall’inglese Industry 4.0, mutuato a sua volta dal tedesco Industrie 4.0, apparso per la prima volta alla nota fiera sulle tecnologie industriali Hannover Messe e successivamente utilizzato dal governo federale tedesco in varie occasioni per identificare i piani di investimento che miravano ad aggiornare l’industria tedesca.

Quei piani sono stati poi ripresi dai vari governi con nomi più o meno simili (Industrie du future, Smart Industry, Catapult, High Value Manufacturing, Piano Impresa 4.0 ecc), ecco perché la Germania è uno dei paesi all’avanguardia in questo processo di riconversione e aggiornamento che vede coinvolti i grandi gruppi industriali, le università e le start up innovative, tutti sotto la regia del governo federale tedesco.

In quasi tutti i paesi europei si sta assistendo a piani di riconversione e aggiornamento industriali volti a far entrare rapidamente le varie economie nazionali nella quarta rivoluzione industriale. Si tratta di piani avveniristici e molto ambiziosi, da cui dipenderà il futuro economico degli stati che ne beneficeranno.

Secondo uno studio effettuato dalla società di ricerca americana “Markets & Markets”, si stima che il valore complessivo di questa rivoluzione ammonterà a 152,31 miliardi di dollari entro il 2022, con un tasso di crescita annuale del 14,72%. Insomma, si parla di cifre molto importanti.

Piano Nazionale Impresa 4.0

In Italia Industria 4.0 è un modello di produzione e gestione aziendale dove gli elementi caratterizzanti sono connessione tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso big data e adattamenti in tempo reale. Tutto questo è caratterizzato dall’uso di macchinari collegati al web, analisi derivanti dalla rete e la possibilità di gestire con flessibilità e razionalità il ciclo produttivo.

Uno degli obiettivi che il Ministero dello Sviluppo Economico si è posto è quello di mobilitare circa 24 miliardi di euro tra investimenti privati, spesa privata in ricerca e sviluppo e volumi di investimento: tutto entro il 2020.

Per far ciò Impresa 4.0 prevede misure basate su tre linee guida:

operare in una logica di neutralità tecnologica;
intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali;
agire su fattori abilitanti.

Articolate nelle seguenti azioni:

Iper e Super Ammortamento;
Nuova Sabatini;
Fondo di garanzia;
Credito d’imposta R&S;
Start up e PMI innovative;
Patent box;
Centri di competenza ad alta specializzazione;
Tecnologie avanzate per l’impresa;
Centri di trasferimento tecnologico;
Formazione, consulenza e servizi.

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Con la legge di bilancio 2018 è prorogato sia il super sia l’iper ammortamento ovvero le misure agevolative che consentono ai titolari di reddito d’impresa con sede fiscale in Italia incluse le stabili organizzazioni di imprese residenti all’estero, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano e agli esercenti arti e professioni di maggiorare le quote di ammortamento in relazione all’acquisto di beni strumentali nuovi.

Il super ammortamento è stato introdotto nel 2016, mentre l’iper ammortamento nel 2017. Entrambe le misure sono volte a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi e puntano a sostenere la trasformazione in chiave 4.0 delle imprese.

L’iper ammortamento prevede la possibilità di supervalutare del 250% gli investimenti in beni materiali nuovi, dispositivi e tecnologie acquistati o in leasing, per contro il super ammortamento dà la possibilità di super valutare del 130% gli investimenti strumentali nuovi acquistati o in leasing e del 140% degli investimenti in beni strumentali immateriali.

Novità 2018

Per quando concerne il super ammortamento la percentuale di maggiorazione del costo di acquisizione non è più del 40%, ma scende al 30%, sono inoltre esclusi dall’agevolazione gli investimenti in veicoli e in altri mezzi di trasporto.

Sono invece più sostanziose le modifiche che la legge di bilancio 2018 ha apportato all’iper ammortamento.

La principale novità è che se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell’agevolazione, non viene meno la fruizione delle quote residue del beneficio, così come originariamente determinate, a condizione che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dalla legge di bilancio 2017 e che attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Un’altra importante novità è che per le imprese beneficiarie dell’iper ammortamento 2018, le disposizioni in materia di maggiorazione del 40% si applicano anche agli investimenti in beni immateriali strumentali effettuati entro il 31 dicembre 2018 ovvero entro il 31 dicembre 2019, a condizione che, entro la data del 31 dicembre 2018, il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Sono state inoltre modificate le liste dei beni ammessi, inserendo nuove tipologie di software.

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Nuovi incentivi in arrivo

Con il sì del Consiglio dei Ministri alla legge di Bilancio, per il 2018 viene varata una misura snella volta a rafforzare la crescita del Paese anche attraverso la riconferma degli incentivi, automatici e non, a favore delle aziende italiane. «Un’occasione ricca per tutte quelle aziende che stanno credendo nella ripresa e che hanno una vision proiettata all’innovazione», sottolinea Alberto Bertolotti di IBS Consulting.

Eccoli, in breve, con i ritocchi proposti:

Sabatini ter: nuovi fondi in arrivo

È previsto il potenziamento della misura, che oggi permette alle aziende di fruire di incentivi quali un contributo a fondo perduto in conto impianti, che può variare dal 2,75% al 3,575% annuo, calcolato sul valore del cespite a fronte di investimenti in macchinari e attrezzature, attraverso lo stanziamento 330 milioni di euro per l’arco temporale 2018-2023. Il 30% di queste risorse saranno destinati agli investimenti in ottica 4.0.

Super e Iper ammortamento

Rinnovo della disciplina di maggior deduzione degli ammortamenti ad esclusione di veicoli e mezzi di trasporto.

Prorogate le maggiorazioni per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi: in caso di Superammortamento l’incremento d’aliquota scende al 30% del costo fiscale del bene e le date slittano al 31 dicembre 2018, ovvero al 30 giugno 2019, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione; nel caso dell’Iperammortamento, che ricordiamo premia l’industria in chiave 4.0, viene confermata la maxi maggiorazione del costo deducibile al 150% e i termini slittano al 31 dicembre 2018, ovvero al 31 dicembre 2019, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Inoltre, per i soggetti che beneficiano dell’Iperammortamento, nel caso di investimenti in beni immateriali strumentali, si applica la maggiorazione del 40%.

Lavoro 4.0

Confermato il bonus fiscale per la formazione e lo sviluppo delle risorse umane per il 2018.

La valorizzazione del capitale umano impiegato nei processi di digitalizzazione permetterà alle aziende di risparmiare il 40% dei costi sostenuti per l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie previste dal Piano Industria 4.0, mediante la fruizione di un bonus fiscale automatico di importo massimo annuo di 300.000 euro, per il 2018.

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