Bilancio di Sostenibilità

Oggi più che mai, anche in correlazione ai recenti sviluppi normativi comunitari in materia di sostenibilità, è

 importante per l’impresa focalizzarsi sui propri impatti legati ai temi ESG.

Nuove direttive per i report di sostenibilità

Il 10 novembre 2022 il Parlamento Europeo ha approvato la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), tra le principali novità le imprese obbligate dovranno incorporare nel loro reporting di sostenibilità anche le informazioni relative all’impatto sociale e ambientale della loro Supply Chain, quindi le imprese più piccole verranno per riflesso coinvolte nel reporting.

Quale percorso intraprendere per rendicontare la sostenibilità aziendale?

IBS Consulting si pone come Sustainability Manager affiancando le imprese verso un percorso sistematico e strutturato di integrazione dei temi ESG nei propri modelli di business. Dopo una prima fase di Assessment iniziale per la valorizzazione delle iniziative già in corso ogni fase viene seguita con obiettivi specifici e misurabili.
La nostra Missione è quella di accompagnare le imprese nel risolvere i problemi sociali e ambientali attraverso strategie di base, traendo profitto da questo processo.

Tutto questo si chiama creazione di valore condiviso, sostenibile.

Il bilancio di sostenibilità in 5 fasi
IBS Consulting aiuterà le imprese a comprendere, misurare e comunicare l’impatto che le stesse hanno sulle diverse dimensioni della sostenibilità attraverso un percorso sviluppato in 5 fasi.
 

Fase 1 – Pianificazione

In questa prima fase IBS Consulting guiderà l’azienda a individuare quali sono gli ambiti sui quali genera maggior impatto e a identificare gli obiettivi di medio periodo per i quali implementare le iniziative già in corso o individuarne di nuove. Saranno così integrati obiettivi strategici di sostenibilità nei piani industriali.

Assessment interno

Partendo da una mappatura delle iniziative già in corso IBS Consulting guiderà l’azienda a valorizzare quello che già sta facendo, anche inconsapevolmente. Valuterà il livello di gestione e formalizzerà la sostenibilità in azienda posizionandola rispetto a un benchmark di settore.

Materialità

L’analisi di materialità verrà effettuata sia internamente sia esternamente. Tale analisi è fondamentale per individuare gli ambiti di intervento prioritari. Prevede il coinvolgimento strutturato degli stakeholder chiave, al fine di ottenere una valutazione in merito alla rilevanza degli aspetti di sostenibilità.

Fase 2 – Azione

Una volta definiti i pilastri di sostenibilità che l’impresa è interessata a perseguire, questi verranno declinati in azioni concrete ed implementanti in un piano strategico in cui verranno identificate nuove progettualità essenziali per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Fase 3 – Monitoraggio

Affinché il percorso di sostenibilità sia efficace e di valore, sarà necessario implementare un sistema di monitoraggio ESG volto a misurare e a migliorare le proprie performance. Definiti i principali KPI questi verranno utilizzati come metriche necessarie a comprendere l’andamento dell’azienda sul raggiungimento degli obiettivi. Tale operazione aiuterà l’azienda a definire e seguire un piano di miglioramento. In questa fase è fondamentale misurare le prestazioni non solo economiche ma anche sociali ed ambientali. Sarà importante considerare la responsabilità sociale come un fattore in grado di contribuire alla sostenibilità economica dell’organizzazione nel tempo.

Fase 4 – Rendicontazioni

I dati e le informazioni raccolte in fase di monitoraggio dovranno essere elaborate nel bilancio di sostenibilità e nella dichiarazione non finanziaria, un documento completo ed esaustivo, che garantisce uniformità alle modalità di divulgazione delle informazioni.

Fase 5 – Comunicazione

Il Bilancio di Sostenibilità è un potente ed efficace strumento di comunicazione, interno ed esterno. Ha un duplice obiettivo informare stakeholder e clienti in merito al percorso di sostenibilità intrapreso dall’azienda e monitorare i risultati raggiunti al fine di definire percorsi di miglioramento sul medio-lungo termine.

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Cos’è il bilancio di sostenibilità

Nel 1987 la commissione Brundtland ha definito lo “sviluppo sostenibile” come “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità da parte delle generazioni future di soddisfare i propri”. A tal fine sono stati definiti 17 obiettivi di sostenibilità (sustainable development goals).

Per far capo a questa promessa il Parlamento Europeo ha approvato il 10 novembre 2022 le modifiche apportate al Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ovvero la direttiva inerente la rendicontazione di sostenibilità che le imprese sono tenute a presentare in fase di bilancio. Lo scopo delle modifiche apportate è quello di colmare le carenze dell’attuale normativa e cercare di porre fine alla pratica del greenwashing, rendendo parimenti le imprese più responsabili e trasparenti nei confronti del pubblico.

Bilancio di sostenibilità l’attuale evoluzione della normativa

La Corporate Sustainability Reporting Directive è la recente evoluzione del Decreto Legislativo 254/2016. Quest’ultima introduce l’obbligo per le imprese di grandi dimensioni qualificabili come «Enti di Interesse Pubblico» di redigere una Dichiarazione di Carattere non Finanziario (DNF) contenente “almeno informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva in misura necessaria alla comprensione dell’andamento dell’impresa, dei suoi risultati, della sua situazione e dell’impatto della sua attività”.

Tempistiche e destinatari

La CSRD verrà applicata a tutte le grandi imprese e alle società quotate sui mercati regolamentati. Inoltre essendo stato allargato il perimetro d’azione a tutta la Supply Chain, le aziende avranno l’obbligo di valutare le informazioni e le azioni in termini di sostenibilità ambientale anche a livello delle proprie filiali.
L’applicazione delle regole avverrà tra il 2024 e il 2028 nel seguente modo:

• dal 1° gennaio 2024 per le grandi imprese di interesse pubblico (con più di 500 dipendenti) già soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria, con scadenza della pubblicazione dei dati nel 2025;
• dal 1° gennaio 2025 per le grandi imprese non ancora soggette alla direttiva sulla dichiarazione non finanziaria (con più di 250 dipendenti e/o 40 milioni di euro di fatturato e/o 20 milioni di euro di attività totali), con scadenza nel 2026;
• dal 1° gennaio 2026 per le PMI e le altre imprese quotate, con scadenza nel 2027, le PMI possono scegliere di non partecipare fino al 2028.

Le PMI possono scegliere di non partecipare fino al 2028. È quindi evidente che la platea di imprese, tenute a rendicontare la sostenibilità della propria attività, è ampiamente cresciuta: la vecchia normativa copriva circa 11.700 imprese europee mentre, con la nuova, il numero salirà a quasi 50mila. Questo, senza dubbio, influirà su un più celere raggiungimento degli obiettivi green.

Cosa comporta per le PMI

Le imprese saranno chiamate a rileggere la propria catena del valore alla luce degli impatti che l’adozione di strumenti e strategie di responsabilità sociale portano con sé, modificando i processi e ripensando al proprio «modus operandi» tradizionale. Saranno portate a introdurre tematiche ambientali e sociali accanto a quelle economiche. Sarà richiesto loro un approccio sistematico ed integrato che si esplicita nel saper definire degli obiettivi chiave, nel mettere in atto nuove progettualità, nel misurare nel tempo il livello e l’efficacia di realizzazione degli obiettivi assunti, intraprendendo così un percorso di miglioramento continuo. Inoltre dato che le imprese obbligate dovranno incorporare nel loro bilancio anche le informazioni relative all’impatto sociale e ambientale della loro Supply Chain, tali modifiche coinvolgeranno in modo indiretto e per riflesso anche le imprese più piccole.

Quali sono gli ambiti di intervento

Le informazioni da rendicontare rientrano in alcuni ambiti non finanziari considerati rilevanti: ambiente, comunità locale, personale, rispetto dei diritti umani, lotta alla corruzione attiva e passiva. Rispetto a questi ambiti, l’azienda è tenuta a rendicontare le strategie aziendali attuate e le correlate performance, con attenzione agli impatti generati nei confronti degli stakeholder.

I benefici per le PMI

La redazione del Bilancio di Sostenibilità porta i seguenti vantaggi:

• Migliora le prestazioni economiche, permettendo di assumere posizioni di leadership di mercato;
• Migliora le collaborazioni e le partnership con big player e partner certificati;
• Migliora le condizioni di accesso alle risorse del mercato (credito);
• Maggior coinvolgimento e soddisfazione dei dipendenti;
• Maggior attrazione e mantenimento di talenti;
• Migliora la reputazione dell’organizzazione;
• Migliora il legame con la comunità e il territorio.

IBS Consulting si pone come Consulente per lo Sviluppo Sostenibile per affiancare le imprese verso un percorso sistematico e strutturato di integrazione dei temi ESG nei propri modelli di business. Dopo una prima fase di Assessment iniziale volta alla valorizzazione delle iniziative già in corso, ogni fase viene seguita con obiettivi specifici e misurabili. (già detto in alto).
Se la tua organizzazione vuole partire per tempo IBS Consulting ti accompagnerà nel percorso di integrazione dei temi ESG e nella redazione del bilancio di sostenibilità, compila il FORM e sarai contattato direttamente da un consulente dedicato.