La parola d’ordine è “snellire” la realizzazione degli investimenti che ha imposto deroghe all’ordinamento finanziario. Tra i primi provvedimenti, la deroga ai limiti di utilizzo degli avanzi di amministrazione negli enti in disavanzo.

Ad oggi, l’importo massimo di avanzo applicabile al bilancio non può superare l’ammontare iscritto alla lettera A) del prospetto del risultato di amministrazione al 31 dicembre dell’esercizio precedente, al netto della quota minima obbligatoria accantonata nel risultato di amministrazione per l’Fcde e del Fal, incrementato dell’importo del disavanzo da recuperare nel primo esercizio del preventivo. 

L’articolo 15 del Dl 77/2021 dispone che le risorse ricevute per Pnrr e Pnc che a fine esercizio confluiscono nel risultato di amministrazione possono essere utilizzate in deroga ai limiti. Per accelerare l’impegno di spesa, lo stesso articolo 15 consente l’accertamento delle entrate dalle risorse Pnrr e Pnc sulla base della deliberazione di riparto o assegnazione del contributo, senza dover attendere l’impegno dell’amministrazione erogante, con imputazione agli esercizi di esigibilità.

 Anche nel corso dell’esercizio provvisorio o la gestione provvisoria è possibile variare il bilancio iscrivendo i relativi finanziamenti statali ed europei per investimenti, in deroga all’articolo 163 del Tuel. La deroga vale dal 2021 al 2026.

Gli enti territoriali, in quanto soggetti attuatori dei progetti Pnrr, potranno poi ottenere anticipazioni di cassa dal Mef.

L’erogazione sarà effettuata sulla base di motivate richieste presentate dalle Pa centrali titolari degli interventi, nell’ambito delle disponibilità del conto di tesoreria centrale istituito per l’attuazione del programma Next Generation Eu.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

Le quote più alte per Campania (136 milioni) e Calabria (112 milioni)

La suddivisione riguarda nel complesso 33 interventi tra completamenti e adeguamento di infrastrutture di collegamento alle Zone. Dei 630 milioni 600 sono coperti con le risorse del Fondo nazionale sviluppo e coesione che il governo ha agganciato a quelle europee nell’ambito del Pnrr.

I 630 milioni del Pnrr vedono per poco più di 300 milioni le Regioni come soggetto attuatore. Rfi (Rete ferroviaria italiana) è attuatore per 95,7 milioni, Anas per 17 milioni e le Autorità di sistema portuale per 216.

La quota più consistente è destinata alla Zes Campania con 136 milioni seguita dalla Calabria con 111,7 milioni. Alla Zona interregionale Ionica Puglia-Basilicata vanno interventi per 108,1 milioni, alla Adriatica Puglia-Molise 90,3 milioni, all’Abruzzo 62,9 milioni, alla Sicilia occidentale 56,8 e alla Sicilia orientale 54,2. Alla Zona prevista in Sardegna, l’unica delle otto che non è stata ancora istituita, sono assegnati 10 milioni.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

Rifinanziata la nuova Sabatini con 900 milioni di euro fino al 2027 (240 milioni per il 2022 e il 2023, 120 milioni per gli anni dal 2024 al 2026 e 60 milioni per il 2027) ma in più quote annuali, a eccezione dei finanziamenti fino a 200mila euro.

L’agevolazione ricordiamo consiste nella concessione di finanziamenti alle Pmi per acquistare, anche in leasing, macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Il finanziamento (di durata non superiore a 5 anni e importo compreso tra 20.000 e 4 milioni di euro) può essere assistito fino all’80% dalla garanzia del Fondo Pmi e dev’essere interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

In previsione anche un contributo del Mise pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, a un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% (elevato al 3,575% per investimenti in tecnologie “Industria 4.0”).

La manovra 2022 reintroduce l’erogazione del contributo in più quote annuali, ma rimane ferma la soluzione unica per i finanziamenti fino a 200mila euro.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo, per l’Italia e per la Lombardia.

Grazie ai fondi e alle riforme previste dal PNRR, questo sviluppo ha gli strumenti per orientarsi nella direzione indicata chiaramente dall’Europa: quella dello sviluppo sostenibile, della transizione tecnologica, dell’inclusione sociale sostenute e abilitate da innovazione e ricerca.

Nasce sul web un nuovo spazio di informazione, partecipazione e co-progettazione sui temi e le tecnologie protagonisti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Questo spazio si chiama Open Lombardia Next Generation: una sezione collaborativa che ancora una volta guarda come prima cosa all’ecosistema lombardo della ricerca e dell’innovazione.

L’obiettivo è quello di offrire a cittadini, imprese, enti di ricerca un luogo virtuale di incontro, in cui trovare un’introduzione chiara e completa a ciascuna delle 6 Missioni che compongono il PNRR.

Open Lombardia Next Generation ospita news, approfondimenti, interviste a esperti di rilievo nazionale su settori e tecnologie specifici.

Consultando abitualmente  Open Lombardia Next Generation sarà dunque possibile scoprire quali sono le risorse, le tecnologie emergenti, i modelli di business, le nuove forme di organizzazione messe in campo nelle 6 MissioniDigitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

Il 9 dicembre la squadra di IBS ha partecipato alla giornata di informazione sui nuovi 6 bandi lanciati a fine novembre dalla DG Regio della Commissione Europea nell’ambito del programma di sviluppo europeo per gli Investimenti Interregionali in Innovazione (I3).

I3 è il nuovo programma finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale con l’obiettivo di sostenere la commercializzazione di soluzioni innovative e favorire la diffusione di progetti su larga scala di innovazione interregionali in aree prioritarie condivise nell’ambito delle Strategie di Specializzazione Intelligente delle Regioni.

Le soluzioni innovative dovranno possedere un livello di maturità tecnologica (TRL) di 6 (tecnologia dimostrata in ambiente rilevante) e dovranno essere comprese in una delle tre aree tematiche, quali innovazione digitale, transizione ecologica e manifattura intelligente. Saranno ammissibili sia servizi di consulenza all’innovazione che sviluppo sperimentale di servizi/prodotti. Tra le attività di consulenza sono compresi i servizi di assistenza nella definizione di piani di commercializzazione e di investimento e supporto finanziario per lo sviluppo di nuovi prodotti/servizi.  Le attività di sviluppo sperimentale finanziate potranno essere il testing, progetti pilota, azioni dimostrative, validazione di prodotti su larga scala e replicazione sul mercato. Saranno finanziate anche attività volte all’adattamento di prototipi, ma non la loro creazione.

Per raggiungere tale obiettivo, la Commissione Europea intende favorire la creazione di ecosistemi interregionali coordinati da istituzioni no-profit, quali agenzie regionali per lo sviluppo, cluster, organizzazioni di ricerca e trasferimento tecnologico, che avranno il compito di mettere in contatto domanda e offerta di innovazione tramite l’incontro tra PMI (offerta) e aziende (domanda). Il compito degli ecosistemi regionali sarà, inoltre, quello di innescare processi di innovazione delle PMI tramite l’assegnazione di contributo a fondo perduto per un massimo del 30% del totale richiesto alla Commissione.

Nell’ottica di favorire lo sviluppo di soluzioni innovative in tutte le regioni d’Europa, la Commissione ha previsto la possibilità di presentare due tipologie progetti:

  1. Progetti con coordinatore in una regione sviluppata (Strand 1) e almeno 5 organizzazioni di 5 regioni diverse in 3 paesi ammissibili, di cui almeno 1 organizzazione stabilito in un paese meno sviluppato, in transizione o ultra-periferico. Ad ogni progetto sarà desinato un budget tra € 4-10 milioni per un totale di 8/10 progetti finanziati. Il budget complessivo è di € 76 milioni per il biennio 2021-2022.
  2. Progetti con coordinatore in una regione meno sviluppata (Strand 2a) con almeno 3 organizzazioni da 3 regioni diverse in 2 paesi ammissibili, di cui almeno 1 partner deve essere stabilito in un paese meno sviluppato, in transizione o ultra-periferico. Ad ogni progetto sarà desinato un budget di € 2-3 milioni per un totale 20/30 progetti finanziati. Il budget complessivo è di € 69 milioni per il biennio 2021-2022.

Il tasso di co-finanziamento previsto per entrambe le tipologie di progetto sarà pari al 70% e sono previste due scadenza per la presentazione di progetti, ovvero il 1° febbraio e il 18 ottobre 2022.

Per richiedere uno studio di prefattibilità del tuo progetto, contatta IBS!

Siamo a vostra completa disposizione.

L’obiettivo: promuove nuova imprenditorialità nei settori della cultura e dell’arte, della musica e dell’audiovisivo

Operativo il Fondo per le piccole e medie imprese creative istituito presso il Ministero, per promuovere nuova imprenditorialità e lo sviluppo del settore, attraverso contributi a fondo perduto, interventi di sostegno nel capitale sociale e finanziamenti agevolativi da destinare all’acquisto di macchinari innovativi, servizi specialistici, finalizzati anche alla valorizzazione di brevetti.

Sono state stanziate risorse pari a 20 milioni di euro per ciascun anno 2021 e 2022, per un totale di 40 milioni di euro.

In particolare, potranno accedere a queste agevolazioni tutte le attività d’impresa dirette allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative e, in particolare, quelle relative all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, all’artigianato artistico, all’audiovisivo, compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, al software, ai videogiochi, al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti dello spettacolo.

Il provvedimento, firmato anche dal Ministro della Cultura, è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

L’Agenzia delle Entrate ha indicato il codice tributo da inserire nel modello F24 per utilizzare in compensazione i diversi crediti d’imposta destinati alle imprese che investono in digitalizzazione. 

Nella risoluzione numero 68/E del 2021 anche le istruzioni per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

crediti d’imposta Transizione 4.0 contemplati nel PNRR sono riconosciuti alle imprese che investono in:

  • beni capitali;
  • ricerca, sviluppo e innovazione;
  • attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze.

Per permettere il monitoraggio dei crediti d’imposta fruiti,  serve indicare le somme nelle dichiarazioni dei redditi, nel quadro RU.

Anche negli anni a venire i crediti d’imposta Transizione 4.0 fruiti saranno monitorati in maniera simile.

A partire dalle dichiarazioni dei redditi 2022 per l’anno d’imposta 2021 troveranno spazio nel monitoraggio legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza anche il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo (con codice tributo 6938) e quello per le spese di formazione (con codice tributo 6897) finanziati dal PNRR a partire da quest’anno.

Tutti i dettagli sono contenuti nel testo integrale della risoluzione numero 68/E del 30 novembre 2021.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

Una spesa complessiva a supporto degli investimenti delle imprese inferiore di oltre 15 miliardi rispetto a quanto previsto in precedenza.

I tecnici dell’esecutivo li hanno confermati nella relazione illustrativa e della relazione tecnica che accompagna la manovra approdata in Senato in data 12 novembre.

Crediti d’imposta dimezzati.

Sul fronte delle spese in conto capitale la legislazione attualmente in vigore si riducono di 6 miliardi.
Tra le voci in maggiore calo, ci sono proprio i contributi agli investimenti alle imprese, che ammontano complessivamente a 21,7 miliardi, con una riduzione di ben 15,2 miliardi rispetto a quanto era stato previsto lo scorso anno.

La riduzione è determinata per 7,6 miliardi da minori previsioni di spesa o per l’esaurimento delle agevolazioni per l’utilizzo dei crediti di alcuni crediti di imposta fruiti dalle imprese.

Ben 2,8 miliardi vengono recuperati dal piano Transizione 4.0: il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali perde 2,3 miliardi, mentre i crediti di imposta per l’attività di ricerca e sviluppo 0,5 miliardi. In netta diminuzione anche l’impatto sul bilancio del credito di imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni.

In esaurimento anche il credito di imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro in connessione con le misure di contenimento contro la diffusione del Covid-19 e per l’erogazione di contributi per l’acquisto di veicoli a bassa emissione di CO2 .

Riduzioni complessive anche con le minori previsioni di spesa per il fondo di garanzia per le PMI (-2,7 miliardi), e per minori risorse previste per il fondo SIMEST per la concessione di finanziamenti agevolati a sostegno del processo di internazionalizzazione delle imprese italiane (- 2,4 miliardi) ed i contributi per l’acquisto a tasso agevolato di nuovi macchinari.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617

Specifiche per acquisti eseguiti dal 16 novembre 2020 al 30 giugno 2021,tra beni ordinari e 4.0

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, nella versione riformulata dalla legge 178/2020 (legge di Bilancio 2021), è applicabile agli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e va in continuità con l’agevolazione precedente prevista dalla legge 168/2019 (legge di Bilancio 2020).

Arrivano i chiarimenti dell’Agenzia ai quali si sono poi affiancate le risposte a interpello su casi concreti. 

L’agevolazione applicabile:

Il credito ex legge 178/2020 spetta per gli investimenti fatti dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2022, oppure al 30 giugno 2023 se entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti pari ad almeno il 20% del costo di acquisto.

La spesa agevolabile:

Il costo da agevolare è determinato in base all’articolo 110 del Tuir e, quindi, al lordo degli oneri accessori di diretta imputazione (progettazione, trasporto, dazi doganali, installazione, onorari perizie, montaggio e posa in opera).

I tempi dell’interconnessione:

Per i beni ordinari è possibile fruire del credito d’imposta fin dalla loro entrata in funzione; per quelli 4.0, invece, a partire dall’anno di avvenuta interconnessione (legge 178/2020). 

La documentazione necessaria:

Le fatture devono contenere l’indicazione della norma di riferimento, altrimenti l’agevolazione è revocata.

Specifiche per il 4.0:

Per gli investimenti 4.0 è richiesta una perizia tecnica asseverata (non più semplice, ex legge 160/2019) di un ingegnere o un perito iscritto nel rispettivo albo, o un attestato di conformità di un ente accreditato. Per i beni di costo non superiore a 300.000 euro, basta una dichiarazione del legale rappresentante della società, in base al 445/2000.

A seguito dell’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte del Consiglio ECOFIN, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha assegnato, con il Decreto del 06 agosto 2021, le risorse finanziarie previste per l’attuazione degli interventi del PNRR, assegnando al Ministero della transizione ecologica 1.500.000.000,00 euro per la realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l’ammodernamento di impianti esistenti, e 600.000.000,00 euro per la realizzazione di progetti “faro” di economia circolare.

Per gli interventi finanziati dagli investimenti dovranno essere garantiti: la coerenza con la legislazione comunitaria e nazionale e con il piano d’azione europeo sull’economia circolare, con particolare riferimento al contributo al raggiungimento degli obiettivi di preparazione al riutilizzo e riciclaggio per i rifiuti urbani; la coerenza con gli strumenti di pianificazione regionale e nazionale; il contributo alla risoluzione del contenzioso comunitario; il contributo all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei processi; la coerenza e complementarietà con i programmi della politica di coesione e progetti simili finanziati attraverso altri strumenti UE e nazionali. [GN1] 

Facendo riferimento in particolare alla linea di investimento 1.2, finalizzata al potenziamento dell’economia circolare, sono stati emanati dal MITE quattro avvisi aventi ad oggetto proposte per il finanziamento di interventi rientranti nelle seguenti aree tematiche:

  • Linea d’intervento A: ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
  • Linea d’intervento B: ammodernamento e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti in carta e cartone.
  • Linea d’intervento C: realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici “Plastic Hubs”, compresi i rifiuti di plastica in mare.
  • Linea d’intervento D: infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre-consumo e post consumo, ammodernamento dell’impiantistica e realizzazione di nuovi impianti di riciclo delle frazioni tessili in ottica sistemica cd. “Textile Hubs”.

I soggetti beneficiari a cui si riferiscono queste linee d’intervento sono imprese che esercitano prevalentemente attività industriali dirette alla produzione di beni o di servizi e altre attività ausiliarie; attività di trasporto via terra, acqua o aria, comprese le imprese artigiane di produzione di beni.                                   Le spese ammissibili a questa linea d’intervento possono riguardare spese per l’acquisto del suolo aziendale; opere murarie; infrastrutture specifiche necessarie al funzionamento dell’impianto/intervento; programmi informatici brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate e spese per consulenze.

Le imprese beneficiarie possono godere di un contributo a fondo perduto massimo fino al:

  • 35% dei costi ammissibili;
  • +20% se erogato a Piccola Impresa;
  • +10% se erogato a Media Impresa
  • +15% per investimenti effettuati per interventi realizzati in zone assistite che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera a) TFUE;
  • +5 per investimenti effettuati in zone assistite che soddisfano le condizioni dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) TFUE.

Per maggiori informazioni, contattaci subito!

Tel: +39 030 3666601

Whatsapp: +39 328 8891617