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Economia circolare: il giusto cammino per superare la crisi economica del Covid-19?

Gli scorsi 3-4 novembre, il team di IBS a Bruxelles ha partecipato all’edizione virtuale della Conferenza degli stakeholder dell’economia circolare, l’evento di punta della Piattaforma europea degli stakeholder dell’economia circolare, un’iniziativa congiunta della Commissione europea e del Comitato economico e sociale europeo, che ogni anno riunisce la comunità europea dell’economia circolare, dalle imprese, alle autorità pubbliche, alle ONG, alle comunità della conoscenza e alle organizzazioni della società civile, per discutere della transizione verso un’economia circolare.

Particolarmente significativa l’edizione di quest’anno, che ha visto la pubblicazione del Piano d’Azione per l’Economia Circolare, documento strategico della Commissione europea che annuncia iniziative lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, mirate ad esempio alla loro progettazione, alla promozione del consumo sostenibile e all’obiettivo di garantire che le risorse utilizzate siano mantenute nell’economia europea il più a lungo possibile. Il Piano introduce misure legislative e non legislative, destinate a settori in cui l’azione a livello di UE apporta un reale valore aggiunto: elettronica e ICT, batterie e veicoli, imballaggi, plastica, prodotti tessili, costruzione ed edilizia, prodotti alimentari, acque e nutrienti.

Ma il 2020 verrà anche ricordato come l’anno dell’esplosione in Europa della pandemia di Covid-19, che ha avuto un impatto devastante su tutti gli aspetti delle nostre economie. Sarà dunque necessario mettere da parte gli obiettivi ambiziosi della transizione verso un’economia più verde e circolare, o potrà essere questa stessa il cammino da seguire per superare la crisi?

Una risposta chiara a tale quesito è stata data durante la Conferenza dal Vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans: non solo l’economia circolare ha il potenziale di rivoluzionare le nostre economie, creando opportunità e posti di lavoro, ma è anche urgente porla come priorità nei prossimi 2-3 anni, per vedere risultati in tempi utili. In questo senso, il nuovo Recovery Fund affronterà le sfide e le opportunità per un’Europa più pulita e più competitiva.

Quali opportunità per le imprese che vogliono passare all’economia circolare?

Bando Green Deal: l’ultimo grande bando del programma Horizon 2020 per la R&I contribuirà con 1 miliardo di euro al finanziamento di progetti per la transizione verde. In particolare, due “sottobandi” sono dedicati all’economia circolare:

Bando DigiCirc: Il bando si rivolge a consorzi composti da almeno 2 PMI/start-up  stabilite in un paese membro UE o associato H2020, che sviluppino soluzioni di economia circolare in uno dei seguenti ambiti: edifici e costruzioni, plastica, cibo, energia, acqua. I 15 consorzi selezionati riceveranno un finanziamento a fondo perduto fino a €120.000. Le attività dei progetti prevederanno moduli di formazione per le PMI (creazione business plan e strategia commerciale), attività di dimostrazione e validazione della soluzione, pitching con investitori.

Bando MISE Economia Circolare: Sostegno agli investimenti atti a modernizzare il tessuto industriale italiano apportando benefici sia all’economia, sia all’ambiente. Progetti di R&S inquadrabili in un modello di economia circolare, in cui materiali impiegati in produzione vengono riutilizzati in cicli successivi tramite processi più efficienti in termini di utilizzo di risorse e tempo e più ecosostenibili in termini di impatto ambientale.

Horizon Europe: il nuovo programma quadro per la R&I in Europa, previsto in apertura nel 2021 per il prossimo settennato, vedrà diverse partnership e opportunità di finanziamento per le innovazioni in materia di economia circolare. Si tratterà principalmente di bandi rivolti a progetti su larga scala, per tecnologie/prodotti vicini al mercato.

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