Bilancio di Sostenibilità
La nuova Corporate Sustainability Reporting Directive spiegata in 3 minuti
Guarda il video, in soli 3 minuti ti spieghiamo tutto ciò che c’è da sapere sulla direttiva europea che introduce nuove regole per la rendicontazione di sostenibilità delle imprese mettendo il report finanziario e di sostenibilità sullo stesso piano.
Oggi più che mai, anche in correlazione ai recenti sviluppi normativi comunitari in materia di sostenibilità, è
importante per l’impresa focalizzarsi sui propri impatti legati ai temi ESG.
Nuove direttive per i report di sostenibilità
Il 10 novembre 2022 il Parlamento Europeo ha approvato la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), tra le principali novità le imprese obbligate dovranno incorporare nel loro reporting di sostenibilità anche le informazioni relative all’impatto sociale e ambientale della loro Supply Chain, quindi le imprese più piccole verranno per riflesso coinvolte nel reporting.
Quale percorso intraprendere per rendicontare la sostenibilità aziendale?
Tutto questo si chiama creazione di valore condiviso, sostenibile.
Fase 1 – Pianificazione
In questa prima fase IBS Consulting guiderà l’azienda a individuare quali sono gli ambiti sui quali genera maggior impatto e a identificare gli obiettivi di medio periodo per i quali implementare le iniziative già in corso o individuarne di nuove. Saranno così integrati obiettivi strategici di sostenibilità nei piani industriali.
Assessment interno
Partendo da una mappatura delle iniziative già in corso IBS Consulting guiderà l’azienda a valorizzare quello che già sta facendo, anche inconsapevolmente. Valuterà il livello di gestione e formalizzerà la sostenibilità in azienda posizionandola rispetto a un benchmark di settore.
Materialità
L’analisi di materialità verrà effettuata sia internamente sia esternamente. Tale analisi è fondamentale per individuare gli ambiti di intervento prioritari. Prevede il coinvolgimento strutturato degli stakeholder chiave, al fine di ottenere una valutazione in merito alla rilevanza degli aspetti di sostenibilità.
Fase 2 – Azione
Una volta definiti i pilastri di sostenibilità che l’impresa è interessata a perseguire, questi verranno declinati in azioni concrete ed implementanti in un piano strategico in cui verranno identificate nuove progettualità essenziali per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Fase 3 – Monitoraggio
Affinché il percorso di sostenibilità sia efficace e di valore, sarà necessario implementare un sistema di monitoraggio ESG volto a misurare e a migliorare le proprie performance. Definiti i principali KPI questi verranno utilizzati come metriche necessarie a comprendere l’andamento dell’azienda sul raggiungimento degli obiettivi. Tale operazione aiuterà l’azienda a definire e seguire un piano di miglioramento. In questa fase è fondamentale misurare le prestazioni non solo economiche ma anche sociali ed ambientali. Sarà importante considerare la responsabilità sociale come un fattore in grado di contribuire alla sostenibilità economica dell’organizzazione nel tempo.
Fase 4 – Rendicontazioni
Fase 5 – Comunicazione
Dove si colloca la tua impresa?
Cos’è il bilancio di sostenibilità
Nel 1987 la commissione Brundtland ha definito lo “sviluppo sostenibile” come “uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità da parte delle generazioni future di soddisfare i propri”. A tal fine sono stati definiti 17 obiettivi di sostenibilità (sustainable development goals).
Per far capo a questa promessa il Parlamento Europeo ha approvato il 10 novembre 2022 le modifiche apportate al Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ovvero la direttiva inerente la rendicontazione di sostenibilità che le imprese sono tenute a presentare in fase di bilancio. Lo scopo delle modifiche apportate è quello di colmare le carenze dell’attuale normativa e cercare di porre fine alla pratica del greenwashing, rendendo parimenti le imprese più responsabili e trasparenti nei confronti del pubblico.
Bilancio di sostenibilità l’attuale evoluzione della normativa
La Corporate Sustainability Reporting Directive è la recente evoluzione del Decreto Legislativo 254/2016. Quest’ultima introduce l’obbligo per le imprese di grandi dimensioni qualificabili come «Enti di Interesse Pubblico» di redigere una Dichiarazione di Carattere non Finanziario (DNF) contenente “almeno informazioni ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva in misura necessaria alla comprensione dell’andamento dell’impresa, dei suoi risultati, della sua situazione e dell’impatto della sua attività”.
Tempistiche e destinatari
La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che introduce nuovi obblighi di rendicontazione in materia di sostenibilità, non viene abrogata, ma la sua entrata in vigore è stata rinviata per alcune categorie di imprese, insieme al posticipo dell’adozione degli standard settoriali di rendicontazione (ESRS).
L’obiettivo della direttiva “Stop the Clock” è garantire una transizione più graduale, offrendo alle aziende più tempo per predisporre processi adeguati di raccolta, gestione e verifica dei dati ESG, evitando così un’applicazione frettolosa e complessa. Gli obblighi di rendicontazione non finanziaria saranno limitati alle aziende di grandi dimensioni, con oltre 1.000 dipendenti e fatturato superiore a 450 milioni di euro.
I vantaggi di un bilancio di sostenibilità volontario
Anche in assenza di un obbligo normativo, redigere un bilancio di sostenibilità volontario rappresenta una scelta strategica e di valore per l’impresa.
Di seguito i principali vantaggi:
Rafforzamento della reputazione e della fiducia: un report di sostenibilità comunica trasparenza, responsabilità e attenzione verso gli impatti ambientali, sociali e di governance (ESG).
Ciò aumenta la fiducia di clienti, investitori, istituzioni e comunità locali, migliorando la reputazione aziendale e il posizionamento competitivo.- Migliore accesso al credito e agli investimenti: gli operatori finanziari attribuiscono crescente importanza ai criteri ESG. Un bilancio di sostenibilità documentato e strutturato facilita l’accesso a capitali sostenibili, a condizioni economiche più vantaggiose e con maggiore credibilità verso banche e fondi d’investimento.
- Gestione dei rischi e delle opportunità: la rendicontazione ESG permette di mappare i rischi non finanziari (ambientali, sociali, reputazionali) e di individuare opportunità di miglioramento e innovazione, rafforzando la resilienza del business nel medio-lungo periodo.
Coinvolgimento e motivazione del personale: un bilancio di sostenibilità favorisce la cultura interna della responsabilità e la partecipazione dei dipendenti agli obiettivi aziendali. Questo si traduce in maggiore engagement, produttività e fidelizzazione del personale.
- Miglioramento dei rapporti con clienti e fornitori: l’adozione volontaria di standard ESG consente di rispondere meglio alle richieste della catena del valore — sempre più orientata a criteri di sostenibilità — e di posizionarsi come partner affidabile e innovativo.
- Anticipo delle future normative: realizzare oggi un bilancio di sostenibilità consente di prepararsi in anticipo a eventuali obblighi futuri (come quelli previsti dalla CSRD e dagli standard ESRS), riducendo tempi e costi di adeguamento.
Quali sono gli ambiti di intervento
Le informazioni da rendicontare rientrano in alcuni ambiti non finanziari considerati rilevanti: ambiente, comunità locale, personale, rispetto dei diritti umani, lotta alla corruzione attiva e passiva. Rispetto a questi ambiti, l’azienda è tenuta a rendicontare le strategie aziendali attuate e le correlate performance, con attenzione agli impatti generati nei confronti degli stakeholder.
I benefici per le PMI
La redazione del Bilancio di Sostenibilità porta i seguenti vantaggi:
• Migliora le prestazioni economiche, permettendo di assumere posizioni di leadership di mercato;
• Migliora le collaborazioni e le partnership con big player e partner certificati;
• Migliora le condizioni di accesso alle risorse del mercato (credito);
• Maggior coinvolgimento e soddisfazione dei dipendenti;
• Maggior attrazione e mantenimento di talenti;
• Migliora la reputazione dell’organizzazione;
• Migliora il legame con la comunità e il territorio.
IBS Consulting si pone come Consulente per lo Sviluppo Sostenibile per affiancare le imprese verso un percorso sistematico e strutturato di integrazione dei temi ESG nei propri modelli di business.
Dopo una prima fase di Assessment iniziale volta alla valorizzazione delle iniziative già in corso, ogni fase viene seguita con obiettivi specifici e misurabili.
Se la tua organizzazione vuole partire per tempo, IBS Consulting ti accompagnerà nel percorso di integrazione dei temi ESG, nella redazione del bilancio di sostenibilità e alla Certificazione della parità di genere, compila il FORM e sarai contattato direttamente da un consulente dedicato.